MIMMO SCOGNAMIGLIO ARTECONTEMPORANEA



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Descrizione immagine

a cura di

Antonio D'Amico


20 maggio - 15 ottobre 2017


Inaugurazione: 20 maggio ore 18:00

Domodossola, Palazzo San Francesco, Piazza Convenzione, 10

 

dal giovedi alla domenica; mercoledì su prenotazione

 

  10/12:30 – 16/19

 

Nel nostro panorama contemporaneo, costellato da molteplici espressività, spesso ci si chiede: “a cosa serve l’arte?” Molti artisti con i loro lavori, particolarmente in questo ultimo ventennio, forniscono una risposta che suona come una grande verità intrinseca: “a trovare se stessi”. Questa risposta che potrebbe sembrare retorica, in realtà è profonda e reale, in quanto investe tutti i componenti che si accostano all’arte, dall’artista in primis che crea, al collezionista che la fruisce, fino al gallerista che la propone sul mercato. Si tratta di un circolo vizioso e allettante in cui i protagonisti sembrano alla ricerca di uno specchio nel quale incontrare e riconoscere qualcosa di se stessi. Da questo girotondo seduttivo si può uscire sconfitti, smarriti dall’assenza di punti di riferimenti, divertiti da tante stimolazioni, have a nice time … of course, o salvati dall’immersione nell’ignoto per ritrovarvi il nuovo, come suggerirebbe Baudelaire.

E proprio nel bel mezzo di questo divertimento che si inserisce il lavoro e la passione di Mimmo Scognamiglio che in questo girotondo appassionato è un anello di congiunzione tra artisti in grado di cavalcare linguaggi e proporre nuove letture del reale e dell’Io e i collezionisti, sempre alla ricerca di immagini entro cui ritrovarsi.

Questa mostra propone infatti un percorso di 24 opere che raccontano la vita da gallerista di Mimmo Scognamiglio, il quale tra Napoli e Milano ha tracciato con le sue scelte artistiche uno spaccato di storia dell’arte contemporanea, tra Kounellis e Shiota. Dunque a Domodossola sarà possibile ritrovare vicini tra loro tanti percorsi mentali visibili nelle opere di Maddalena Ambrosio, Chiharu Shiota, Antony Gormley, Peppe Perone, Lucio Perone, Jason Martin, Mimmo Paladino, Joerg Lozek, Daniel Canogar, Jannis Kounellis, Jenni Hiltunnen, Jaume Plensa, Anneé Olofsson, Bernardi Roig, Marcus Harvey, Gavin Turk, Giovanni Manfredini, Ximena Garrido-Lecca, Spencer Tunick, Julian Opie, Max Neumann, Massimo Kaufmann, Franco Rasma. Dal 1995 a oggi si sono susseguiti nelle sue gallerie artisti che sono diventati protagonisti del panorama dell’arte internazionale e interpreti di diversi linguaggi, dalla pittura figurativa a quella astratta, dalla scultura all’arte povera, per culminare nelle installazioni. Le passioni di Mimmo Scognamiglio sono dunque il risultato di una caleidoscopica visione dell’arte che non si pone limiti e spazia a tutto tondo in un cosmo che è quello del contemporaneo, senza filtri ma che mette al centro l’uomo. Scognamiglio non traccia una linea univoca di pensiero, non simula condotte precostituite, bensì fiuta nel vasto panorama delle proposte artistiche, ricercando tra l’Italia e l’estero nuovi e originali risvolti creativi.

Emergono così tracce che mostrano istanti di vita vissuta, pensieri in fieri e sconnessi tra loro, immagini che si lasciano interpretare dal pubblico, il tutto armonizzato in opere che offrono chiavi di lettura di uno status odierno dell’arte che è specchio della nostra società.

È questo uno spaccato caotico ma in pieno fermento della cultura artistica degli ultimi vent’anni del così detto “secolo breve”, non sempre ben definibile entro un linguaggio riconoscibile e univoco, che ha portato questi artisti a sventrare il vecchio concetto di “bellezza” e a definire inediti percorsi che mettono in relazione mondi empirici e sistematici. Così, ciascuno, ancora oggi, procede nelle sue creazioni comportandosi come un vero “motore di ricerca che, lanciato all’inseguimento dei segni, naviga su gigantesche masse di informazioni, in un contesto culturale caratterizzato dall’iperproduzione, dalla moltiplicazione dei formati espressivi, nonché dall’espansione insieme geografica e disciplinare del campo dell’arte”, per dirla con le parole di Nicolas Bourriaud.

Così come per Mimmo Scognamiglio l’arte fin qui è stato puro divertimento, che sia Have a nice time per chi adesso ne fruisce.

 

In our contemporary time, studded with numerous expressiveness, we often ask ourself: “ what is the art for?” Especially in these last twenty years many artists, with theirs works, have given an answer that sounds like a big truth: “to find ourselves”. This answer, that may seem rhetorical, is actually real and deep, because it involves all the parties that come near the art: first of all the artist who creates it, then the collector who enjoys it and at the end the manager of an art gallery who put it on the market. It is an appealing and vicious cycle where the characters are looking for a mirror where to find and recognise something about themselves. You can come out defeated from this seductive ring-a-ring-a-roses, lost, without reference points, entertained by different stimulations, have a nice time … of course, or rescued by the depths of Unknown where to find the new, as Baudelaire suggests.
In the middle of this entertainment emerges the work and the passion of Mimmo Scognamiglio who, inside this passionate ring-a-ring-a-roses, represents a sort of link among the artists, who are able to experiment new languages proposing new interpretations about the reality and the Self, and the collectors, always looking for images where to find themselves.
This exhibition proposes a journey through 24 works of art which tell the story of life of Mimmo Scognamiglio as manager of an art gallery, who has marked, between Naples and Milan, the art contemporary history, with his artistic choices, from Kounellis to Shiota. So, it will be possible to find very close each other artists as Maddalena Ambrosio, Chiharu Shiota, Antony Gormley, Peppe Perone, Lucio Perone, Jason Martin, Mimmo Paladino, Joerg Lozek, Daniel Canogar, Jannis Kounellis, Jenni Hiltunnen, Jaume Plensa, Anneé Olofsson, Bernardi Roig, Marcus Harvey, Gavin Turk, Giovanni Manfredini, Ximena Garrido-Lecca, Spencer Tunick, Julian Opie, Max Neumann, Massimo Kaufmann and Franco Rasma.
Since 1995 many artists have come across his gallery becoming the main characters in the international art scene and the interpreters of new and different languages: figurative and abstract painting, sculpture, poor art, and installations. His passions are the result of a kaleidoscopic art view with no limits, which expands and dances around the contemporary world without filters, focusing on humans being. Scognamiglio doesn't establish lines of thought or preconceived structures , but he scans the wide artistic scene looking for new and originals creations.
We find signs showing moments of life, thoughts in fieri and unconnected to each other, images that the audience has to interpret, everything harmonised throughout works of art that offer a way of looking at the status of art which today represents the mirror of our society.

This is an overall and chaotic vision which represents the ferment of the artistic culture in these last twenty years of the so-called short 20th century, that we cannot always defined within a recognisable and unequivocal language; this has embarked the artists to upset the old concept of “beauty” by defining new paths that connect empirical and systematic worlds. So, even today, everybody makes his creations, acting as a real search engine which sails enormous masses of informations, within a cultural background characterised by overproduction and multiplication of different expressive formats, and the geographical and disciplinary expansion inside the field of art. - as Nicolas Bourriaud said.
Art has always represents a real entertainment to Mimmo Scognamiglio; now, for the audience, it is time to Have a nice time.




Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea

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