MIMMO SCOGNAMIGLIO ARTECONTEMPORANEA



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PRESS RELEASE

BERNARDI ROIG


Bernardí Roig (Palma di Maiorca, 1965) ha ricevuto, tra gli altri, il XXXVII Premio di Arte Contemporanea Fondazione Principessa Grace, Monaco (2003); il Premio Ufficiale XXI Biennale di Alessandria, Egitto (2002); il Premio Speciale Pilar Juncosa e Sotheby’s, Fondazione Pilar e Joan Miró, Maiorca (1997).

Ha allestito mostre individuali al Kunstmuseum di Bonn (2006), al PMMK Museo d’Arte Moderna in Belgio (2007), al Centro d’Arte Contemporanea di Bragança e alla Phillips Collection di Washington D.C. (2014).

Le sue opere sono state ospitate in vari musei e istituzioni quali la Galleria d’Arte Moderna di Torino, la Fondazione Mirò di Palma di Maiorca, il Museo della Scienza di Londra e il Palazzo delle Nazioni ONU.

 



PRACTICES TO SUCK THE WORLD


Mimmo Scognamiglio Arte Contemporanea presenta nel suo spazio milanese la prima mostra personale dell'artista spagnolo Bernardi Roig “Practices to suck the world”.

La mostra comprende una serie di opere (sculture, video e disegni), tutte realizzate negli ultimi anni, in cui l'artista riflette, attraverso una specifica selezione di immagini, sulla rappresentazione, l'incomprensione, la ripetizione, la soppressione della memoria, l’eccesso di luce, l'isolamento e l'ansia provocata dalle influenze esterne.


L’impianto narrativo della mostra inizia con una figura umana a dimensioni reali messa in un angolo. Le mani sono legate dietro la schiena e una gamba amputata è sostituita da neon fluorescenti: l’uomo tenta, in un unico slancio di simbolica possibilità, di succhiare dallo spazio intorno a lui il mondo, facendo palpitare l'ambiente vuoto attorno al corpo dello spettatore. Un’altra figura più piccola, con il viso sfigurato e il naso aguzzo, si tappa le orecchie per non sentire il fragore di un mondo infernale sonoro.

La mostra si completa da un lato con una serie di disegni dominati dalla presenza solitaria di una figura rappresentata al limite della sofferenza e dall’altro con una videoproiezione ciclica in cui, in religioso silenzio, l’artista si cuce letteralmente la bocca di fronte a un pubblico borghese anestetizzato incapace di sbattere le palpebre.


Dalla fine degli anni ’90, Bernardi Roig ha iniziato a sondare quelle che per l’animo umano sono esperienze sconvolgenti ed ossessive. Le sue opere, a volte, presentano le stesse qualità di uno specchio: intrappolano e deformano la nostra immagine o si collocano in una scena teatrale che attende i suoi personaggi.

Il suo lavoro si è sviluppato confrontandosi col repertorio iconografico del passato  e, fortemente influenzato dalla letteratura e dal cinema, ha seguito un itinerario segnato dalla volontà di raccontare lo spazio da una prospettiva sia narrativa che teatrale.


Questa mostra si propone di formulare una riflessione sulla natura delle percezioni collettive in un’epoca profondamente segnata dal dominio dei media e dal mondo virtuale che, con un eccesso di immagini ipercodificate, superano la soglia di tolleranza dell’individuo.
Il flusso incessante di segnali multimediali ha stabilito la supremazia del linguaggio sull’autenticità dell’esperienza occultando gli impulsi primari della coscienza.

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